Addio a Carlo Petrini, il fondatore di Slow Food
Carlo Petrini
22 Maggio 2026

Carlo Petrini, detto Carlin, è scomparso nella sua casa di Bra, all'età di 76 anni. Con lui se ne va uno degli intellettuali più visionari del panorama agroalimentare mondiale: l'uomo che ha trasformato il cibo da semplice necessità quotidiana a strumento di cultura, politica e giustizia sociale. Nato nel 1949 a Bra, il quel Cuneese ricco di vigneti e tradizioni gastronomiche, Petrini ha costruito la sua rivoluzione partendo da un'intuizione apparentemente semplice: il cibo è un atto politico. Il piacere della tavola non è un lusso, ma un diritto.

Slow Food, Terra Madre e l'Università di Pollenzo

Su questa convinzione ha fondato nel 1986 il movimento Slow Food, oggi riconosciuto in tutto il mondo come punto di riferimento per chiunque si occupi di gastronomia sostenibile, biodiversità e filiera alimentare etica. Il suo modello — cibo buono, pulito e giusto — ha ispirato generazioni di produttori, cuochi, agricoltori e consumatori consapevoli.

L'eredità di Carlo Petrini non si esaurisce in Slow Food. Nel 2004 ha dato vita

a Terra Madre, una rete internazionale che mette in connessione piccoli produttori agricoli, pescatori, artigiani, cuochi, ricercatori e giovani provenienti da ogni angolo del pianeta, creando un dialogo concreto tra saperi locali e visione globale. 

A Pollenzo, sempre a Bra, ha fondato l'Università di Scienze Gastronomiche, prima istituzione accademica al mondo a proporre un approccio interdisciplinare agli studi sul cibo, diventata modello per analoghe esperienze in altri atenei internazionali. Nel 2004 la rivista Time lo ha nominato eroe europeo; nel 2008 il Guardian lo ha inserito tra le 50 persone capaci di salvare il mondo — unico italiano in lista.

Slow Food: Salutiamo un genio

Le prime parole dopo la notizia della scomparsa arrivano dall'associazione che Petrini ha creato e guidato per quasi quarant'anni. "Oggi sentiamo fino in fondo il valore, la potenza delle idee, dell'intelligenza, della creatività che stanno dietro alla nostra chiocciola. E allora possiamo dirlo a voce alta, mettendo da parte qualunque ritrosia: oggi salutiamo un genio", scrive Slow Food in un commosso comunicato. 

Il movimento ne ricorda la capacità unica di comunicare con chiunque — "con un re, un Papa, un contadino, una pastora, un pescatore o uno studente senza mai cambiare registro" — e il dono di seminare "gioia, entusiasmo e speranza in ogni angolo del pianeta". L'invito rivolto a tutti i soci è chiaro: "Restare uniti e tenere la barra dritta. Perché siamo custodi di un grande tesoro."

Mattarella: Lascia un grande vuoto

"Profondo cordoglio" anche dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, secondo cui la sua perdita lascia "un grande vuoto non soltanto nel mondo della scienza enogastronomica, ma anche nell'intera società e non solo in Italia".

"Le sue intuizioni e le sue costanti sollecitazioni sulla sostenibilità, sulla necessità di preservare le tradizioni, sulla valorizzazione delle culture locali, sul rispetto dell'ambiente hanno generato una nuova consapevolezza della cultura del cibo e della sua produzione, ispirata a criteri di qualità, di genuinità, di eticità" ha sottolineato ancora il Presindente.

Meloni: tra i primi a promuovere la sovranità alimentare

"Un visionario, un innovatore, un uomo che ha anticipato i tempi" lo ha definito la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. "Petrini ha impresso un'impronta profonda all'immaginario agroalimentare e gastronomico italiano: è stato tra i primi a promuovere il concetto di sovranità alimentare e a difendere il diritto al cibo di qualità per tutti, valorizzando il legame tra identità, territorio e tradizioni. Un contributo indelebile, che il Governo ha voluto riconoscere in modo solenne, assegnandogli il riconoscimento di Maestro dell'Arte della Cucina Italiana".

Lollobrigida: Non ho mai saputo dirgli di no 

"Sapevo bene che il suo percorso politico non era il mio, ma questo non mi ha mai impedito di ascoltare, capire e apprendere". Lo ha ricordato con queste parole il ministro dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida. "Scherzava sul fatto di essere 'un comunista amico dei papi e dei re', ricordando con affetto la stima di Papa Francesco e di Re Carlo d'Inghilterra. Era proprio questa apertura al dialogo a renderlo ancora più forte nella capacità di affermare le proprie convinzioni. Ascoltava senza pregiudizi, valutava le persone e sosteneva le azioni che riteneva giuste. Come avvenne per la candidatura della Cucina Italiana Patrimonio dell’UNESCO".

Lollobrigida ha chiuso il suo ricordo con un omaggio diretto: "Non ho mai saputo dire di no alle sue proposte, perché lavorava per sostenere la qualità del cibo, della vita e della solidarietà. È stato uomo della tradizione e dell’innovazione. Della riflessione e della sfida. Dell’approfondimento, senza mai permettere che questo diventasse un alibi per restare fermi. Si arrabbiava un po’ quando lo chiamavo Professore per aver immaginato e creato Pollenzo, ma credo, e spero, abbia apprezzato il titolo di primo Maestro della Gastronomia Italiana che ho voluto fosse lui a ricevere”.

A Slow Food, adesso, il compito di raccogliere il testimone: "Non sarà facile" ha concluso Lollobrigida. "Non tutti gli uomini lasciano una traccia del loro passaggio, ma Carlin Petrini lo ha fatto. Grazie, Maestro. Il seme che hai piantato continuerà a dare i suoi frutti".

Il mondo agricolo piange il "padre della terra"

Il cordoglio si estende all'intero comparto agroalimentare italiano. Cia-Agricoltori Italiani ha definito Petrini "un rivoluzionario contemporaneo della cultura agroalimentare italiana", capace di "dare nuova luce al valore della biodiversità e della sostenibilità". 

Il presidente nazionale di Cia, Cristiano Fini, lo ha salutato come "un padre della terra e precursore di futuro", ricordando come la sua eredità — i pilastri del cibo buono, pulito e giusto — resti un mandato operativo per chi lavora la terra: "Ci lascia un testamento che è allo stesso tempo l'invito a persistere nella missione che ci vede agricoltori custodi del territorio".