Nei primi due mesi del 2026 calano sia le importazioni che le esportazioni di cereali, la bilancia commerciale resta negativa (-424,3 milioni di euro), ma comunqe migliora rispetto ai -546,6 milioni dello stesso periodo 2025. È il bilancio che traccia l’Anacer (Associazione Nazionale Cereali) basandosi su dati Istat.
Si importa meno grano, ma più riso e orzo
Per quanto riguarda le importazioni, l’Associazione spiega che nel settore dei cereali, semi oleosi e farine proteiche nei primi due mesi del 2026 si è registrato un calo sia in termini di quantità (le importazioni si sono attestate a 4.170.345 tonnellate, il 4,5% in meno dell’anno precedente, pari a 196.000 tonnellate) sia in termini di valore (1.368,9 milioni di euro, l'11% in meno, pari a 168,5 milioni di euro), rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
La riduzione complessiva dell’import cerealicolo è dovuta soprattutto ai
minori arrivi di grano duro (-181.000 tonnellate, pari a -77,8 milioni di euro) e in misura minore al grano tenero (-21.000 tonnellate, pari a -35 milioni di euro), al mais (-11.000 tonnellate, -18,3 mio/euro) ed alle farine proteiche vegetali (-48.000 tonnellate, pari a -30,5 milioni di euro, di cui -54.000 t di farina di soia).
Si registra invece l’incremento delle importazioni orzo (+13.500 tonnellate, +9,5%), di riso (+19.000 tonnellate, +50,8%, considerato nel complesso tra risone, riso lavorato e semigreggio) e di semi e frutti oleosi (+30.600 tonnellate, +7,9%, di cui +22.700 tonnellate di semi di soia).

Export: male il riso, bene le farine e i mangimi
Sul fronte delle esportazioni, invece, nei primi due mesi del 2026 le quantità hanno subito una contrazione del 7,1% (pari a 60.000 tonnellate, con il volume complessivo che si è attestato a 780.200 tonnellate), mentre il valore è calato del 4,7% (944,7 milioni di euro, ovvero 46,2 milioni in meno, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente).
La riduzione delle quantità esportate si deve in particolare ai prodotti trasformati (-28.000 tonnellate, pari a -12,8 milioni di euro), al riso (-15.200 t considerato nel complesso tra risone, riso semigreggio e lavorato, pari a -20,2 milioni di euro) ed alla pasta (-6.800 tonnellate, pari a -32,4 milioni di euro). Aumentano le vendite all’estero di farina di grano tenero (+3.200 tonnellate, pari a +1,6 milioni di euro) e di mangimi a base di cereali (+2.800 tonnellate, pari a +4,8 milioni di euro).

La bilancia commerciale
I movimenti valutari relativi all’import/export del settore, sottolinea ancora l’Anacer, hanno comportato nei primi due mesi del 2026 un esborso di valuta pari a 1.368,9 milioni di euro (1.537,4 nel 2025) ed introiti per 944,7 milioni di euro (990,8 nel 2025). Pertanto il saldo valutario netto è pari a -424,3 milioni di euro, contro -546,6 milioni di euro nel 2025.