Prende il via la nuova edizione di Generazione Terra, il programma promosso da ISMEA per aiutare i giovani a intraprendere la professione di agricoltori o ad ampliare un'azienda. Il bando è riservato agli under 41 e per questa edizione il budget disponibile ha raggiunto i 120 milioni di euro, le risorse sono state raccolte dalla Banca delle Terre e serviranno ad acquistare nuovi terreni.
Chi può partecipare al bando Generazione Terra
Il programma si rivolge a tre categorie di giovani. La prima comprende gli imprenditori agricoli già attivi, under 41, che vogliono ampliare la superficie della propria azienda acquistando un terreno confinante o funzionalmente collegato a quello già condotto, oppure che intendono consolidare la loro posizione acquistando un fondo che già coltivano in affitto o comodato da almeno due anni.a competitività e consolidare la sovranità alimentare nazionale."
La seconda categoria è quella dei giovani startupper con esperienza (GSE), anch'essi under 41, che vogliono avviare una nuova iniziativa imprenditoriale in agricoltura. La terza è riservata ai giovani startupper con titolo (GST), under 35, che pur non avendo esperienza diretta nel settore dispongono di una formazione adeguata e intendono lanciare la propria impresa agricola.
Il meccanismo del patto di riservato dominio: come ISMEA acquista e assegna i terreni
Il cuore del programma è un meccanismo finanziario originale: non è il giovane imprenditore ad acquistare direttamente il terreno, bensì ISMEA che, dopo aver verificato i requisiti della domanda e la validità dell'operazione, a condurre l'operazione. Il fondo viene poi assegnato al richiedente tramite il cosiddetto patto di riservato dominio, uno strumento giuridico che permette all'assegnatario di iniziare subito a lavorare la terra, diventandone proprietario a tutti gli effetti solo al momento del pagamento dell'ultima rata del finanziamento. In questo modo la misura copre fino al 100% del prezzo di acquisto del terreno, abbattendo la principale barriera all'ingresso per chi vuole fare impresa in agricoltura senza disporre di capitali propri.
Gli importi finanziabili
Le somme messe a disposizione variano in base alla categoria di appartenenza. Per i giovani imprenditori già attivi e per i giovani startupper con esperienza l'intervento massimo raggiunge 1,5 milioni di euro. Per i giovani startupper con titolo il tetto scende a 500mila euro. In entrambi i casi restano escluse dal calcolo le spese accessorie come onorari notarili, imposte e tasse.
Esiste poi una distinzione operativa legata all'importo dell'operazione: al di sotto dei 300mila euro il finanziamento assume la forma di un mutuo ipotecario, con ipoteca sul terreno stesso a garanzia. Superata questa soglia si attiva invece il patto di riservato dominio nella sua forma piena, con l'imprenditore che acquisisce la titolarità definitiva del fondo solo dopo aver completato il rimborso. Una struttura pensata per modulare le garanzie richieste in funzione dell'entità dell'investimento.
Restituzione del finanziamento e condizioni economiche
Il piano di rimborso prevede una durata massima di 30 anni, con un periodo iniziale di preammortamento fino a 2 anni durante il quale il giovane imprenditore si può concentrare sull'avvio dell'attività prima di dover sostenere il peso delle rate intere. Il tasso applicato è fisso, ancorato al tasso base UE e calibrato sul profilo di rischio dell'operazione. È previsto inoltre un rimborso forfettario per le spese di stima del terreno, pari allo 0,3% del valore accertato in fase di valutazione, con un minimo di 500 euro.
Per chi avvia una nuova impresa agricola è previsto un ulteriore incentivo: un premio al primo insediamento del valore di 100mila euro, destinato esclusivamente agli startupper. Di questa somma, il 60% viene utilizzato per alleggerire le rate del mutuo sul terreno, mentre il restante 40% viene erogato al momento dell'attuazione del piano aziendale, o comunque entro i primi cinque anni dall'investimento.
Come e quando presentare la domanda
Le domande possono essere presentate a partire dal 22 aprile e fino alle ore 12 del 19 giugno 2026 tramite lo sportello telematico di ISMEA. La piattaforma è attiva nei giorni feriali dalle 9 alle 18, con orari ridotti nel giorno di apertura e in quello di chiusura. L'ordine di convalida delle domande costituisce criterio di priorità nell'istruttoria, pertanto è consigliabile non attendere le ultime settimane. Ogni domanda deve essere sottoscritta con firma elettronica in formato PAdES.
Il fondo da 120 milioni è alimentato dalla Banca delle Terre, uno strumento permanente gestito sempre da ISMEA, che raccoglie e rimette sul mercato terreni agricoli inutilizzati. I fondi disponibili sono consultabili direttamente sul sito dell'istituto, dove è possibile individuare i terreni opzionabili e partecipare alle procedure di assegnazione.
Un segnale per il ricambio generazionale
Il programma ha raccolto commenti positivi trasversali nel mondo politico. La deputata di Fratelli d'Italia Cristina Almici, componente della Commissione Agricoltura, ha sottolineato come la misura intervenga su "uno dei problemi principali: l'accesso alla terra", aggiungendo che "non è solo un sostegno economico, ma un modo concreto per favorire il ricambio generazionale e dare continuità a un settore fondamentale per il nostro Paese".
Marco Cerreto, deputato di FdI e capogruppo in Commissione Agricoltura, ha definito Generazione Terra "un cambio di passo concreto nelle politiche agricole", capace di "attivare flussi economici importanti e duraturi nei territori". Cerreto ha poi insistito sul valore strutturale della misura: "Favorire l'ingresso di una nuova generazione di imprenditori significa garantire continuità produttiva, rafforzare la competitività e consolidare la sovranità alimentare nazionale".