TUTTOFOOD Milano 2026 ha alzato ufficialmente il sipario questa mattina alle 11.00 presso la Tuttofood Hall in Corso Italia a Rho Fiera Milano. Alla cerimonia di inaugurazione ha partecipato il Ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida, mentre il Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso è intervenuto con un videomessaggio. Presenti inoltre più di 60 rappresentanti di Regioni italiane e TPO presenti in fiera, in un cerimoniale che ha sottolineato la natura corale e territoriale dell'evento, a sancire il pieno riconoscimento istituzionale per una manifestazione che si candida a diventare il punto di riferimento europeo per il settore agroalimentare.
Lollobrigida, fondamentale fare sistema
Il Ministro Lollobrigida ha inquadrato TUTTOFOOD come uno strumento strategico per la proiezione internazionale del sistema produttivo italiano. "TuttoFood è una vetrina internazionale che racconta la capacità dell'Italia di affermarsi nel mondo come patria del bello, del buono e della qualità" ha dichiarato, sottolineando come la fiera valorizzi l'intera filiera agroalimentare
"attraverso l’incontro tra produttori, trasformatori, distributori e buyer internazionali, contribuendo alla crescita dell’export, alla promozione del Made in Italy e alla creazione di nuove opportunità economiche. È quanto mai strategico fare sistema, creando sinergie tra le fiere italiane e rafforzando la competitività della nostra nazione sui mercati globali. In un contesto internazionale complesso, Tuttofood si conferma così un punto di riferimento fondamentale per promuovere innovazione, qualità e visione strategica dell’agroindustria italiana".
I numeri di un'eccellenza
Nel suo videomessaggio, il Ministro Urso ha ricordato il peso specifico del settore a livello globale. "In un contesto sfidante come quello attuale, l'agroalimentare resta una colonna portante del nostro sistema produttivo, una delle cinque eccellenze, delle 'cinque A' del Made in Italy, riconosciuta nel mondo per qualità, identità, capacità di innovazione", ha affermato. I dati citati dal Ministro fotografano un comparto in ottima salute: "un export di oltre 70 miliardi, leadership europea per valore aggiunto agricolo, un primato mondiale nella produzione DOP e IGP— con circa 900 prodotti certificati che generano nel complesso oltre 20 miliardi di valore e oltre 12 miliardi di export. Il riconoscimento della cucina italiana come patrimonio immateriale dell’umanità”.
Il ministro ha poi sottolineato come in “un comparto così dinamico il sistema fieristico rimane una leva strategica per lo sviluppo e l’internazionalizzazione soprattutto per le imprese più piccole che si aprono a nuovi mercati”. In questa direzione si colloca “l’intesa storica tra AEFI e IT-EX che valorizza le fiere come strumenti di politica industriale”, e ha aggiunto che “il Governo è al fianco delle imprese per sostenere l’innovazione, la sicurezza degli approvvigionamenti e per ampliare la presenza sui mercati esteri”. E quindi ha ricordato che, “con il Piano Transizione 5.0 accompagniamo la doppia transizione Digitale e Green”.
L'alleanza Milano-Parma
Uno degli elementi più rilevanti emersi dall'inaugurazione è la solidità del partenariato tra Fiere di Parma e Fiera Milano, rappresentate rispettivamente dai presidenti Franco Mosconi e Carlo Bonomi. La sinergia unisce la competenza quarantennale maturata da Parma con CIBUS — storico salone di riferimento per l'agroalimentare Made in Italy — con la capacità logistica, relazionale e internazionale di Milano. "Per Fiere di Parma è un onore e, al tempo stesso, una responsabilità lavorare alla costruzione di una piattaforma autenticamente internazionale per le imprese del food and beverage", ha affermato Mosconi, ricordando come la direttrice Parma-Milano-Colonia "abbraccia le due più importanti manifatture dell'Unione Europea".
"Nel nuovo equilibrio economico globale, segnato da instabilità geopolitica e crescente frammentazione dei mercati, è essenziale costruire piattaforme internazionali capaci di accompagnare le imprese nei processi di crescita e internazionalizzazione” ha dichiarato Carlo Bonomi, presidente di Fiera Milano. “In questo scenario, Tuttofood 2026 si conferma un punto di riferimento globale per l’agroalimentare e per il Made in Italy, favorendo innovazione, relazioni e nuove opportunità di sviluppo sui mercati internazionali”.
Oltre 200 buyer da 36 Paesi
Un ruolo chiave nell'edizione 2026 è stato svolto da ICE-Agenzia, che attraverso il suo Buyer's Program ha portato a Milano oltre 200 operatori provenienti da 36 Paesi, tra cui Arabia Saudita, Cina, Stati Uniti, Giappone, Emirati Arabi Uniti, Indonesia e Singapore. Il Presidente Matteo Zoppas ha tracciato un bilancio articolato del momento che attraversa il settore: se il 2025 ha registrato un export record di 72,5 miliardi di euro (+5% sull'anno precedente), le tensioni geopolitiche e i dazi americani stanno producendo effetti tangibili, con un calo del 21,9% dell'export verso gli Stati Uniti nei primi due mesi del 2026. "Il ruolo di ICE è strategico", ha sottolineato Zoppas, ricordando che nel 2025 l'Agenzia ha supportato oltre 2.200 aziende italiane nel solo comparto agroalimentare. Per il 2026 sono previste 258 iniziative dedicate al Food & Wine.
L'Europa del food si ritrova a Milano
La dimensione internazionale conquistata da TUTTOFOOD viene confermata anche dalla partecipazione delle principali sigle rappresentative del food & beverage europeo: Food&Drink Europe, EDA, AREPO, AIM e COPA-COGECA hanno presenziato all'inaugurazione, testimoniando il riconoscimento continentale della manifestazione. In particolare, Dirk Jacobs, Presidente di Food&Drink Europe, ha evidenziato come "le piattaforme internazionali come TUTTOFOOD assumono un'importanza più che mai fondamentale per il settore agroalimentare", sottolineando il loro ruolo nel mantenere aperti i flussi commerciali "in un contesto caratterizzato da incertezza geopolitica, interruzioni degli scambi commerciali e crescente frammentazione dei mercati".
Il cibo come progetto culturale
"L'obiettivo è costruire un dialogo e una piattaforma permanenti per discutere e costruire, tra tutti i soggetti, un futuro del Cibo che sia sostenibile, sano ed accessibile", ha spiegato Antonio Cellie, Amministratore Delegato di Fiere di Parma. Una visione che supera la logica puramente commerciale: "Girando per i padiglioni di Tuttofood si percepisce chiaramente l'intenzione degli espositori, indipendente dalla loro provenienza o dimensione, di comunicare che il Cibo non è solo merce con un valore economico ma progetto culturale in grado di garantire giustizia, sostenibilità e longevità condivisa".