Ue: Várhelyi in visita in Italia. Lollobrigida chiede una stretta su agrofarmaci e controlli doganali
incontro Lollobrigida Várhelyi
30 Aprile 2026

Agrofarmaci, sicurezza alimentare, tutela del Made in Italy, maggiori controlli doganali. Sono alcuni degli argomenti che il Ministro della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida ha affrontato con Olivér Várhelyi. Il Commissario europeo per la Salute e il Benessere Animale in questi giorni ha programmato una serie di incontri in Italia per confrontarsi con le autorità nazionali e i principali stakeholder dei settori sanitario e agroalimentare.

Várhelyi ha subito ribadito con forza il ruolo strategico dell’Italia nel panorama agroalimentare continentale, sottolineando come il nostro Paese debba poter continuare a essere grande produttore ed esportatore di quei comparti nei quali vanta un’eccellenza riconosciuta a livello mondiale. "L’Italia, quando si parla di sicurezza alimentare, è capofila e nostro partner chiave", ha riconosciuto nel corso del punto stampa che ha seguito l’incontro.

Linea dura sugli agrofarmaci

Il dossier più spinoso affrontato durante l’incontro riguarda la questione degli

agrofarmaci e la disparità di trattamento tra produttori europei e concorrenti extracomunitari. Il ministro Lollobrigida ha usato parole nette, sottolineando però allo stesso tempo che sia necessario trovare un equilibrio. "È giusto utilizzare gli agrofarmaci, ma solo quando necessario. Vanno vietati soltanto quando se ne può fare a meno. Se vengono vietati anche quando non è possibile sostituirli, si rischia di danneggiare la produzione e ottenere l'effetto opposto: aumentare le importazioni da Paesi che utilizzano agrofarmaci in quantità superiori a quelle consentite o addirittura sostanze vietate”.

Il Ministro ha sottolineato che quando gli agrofarmaci non vengono vietati, “noi immaginiamo che la giustificazione sia che non facciano male e quindi occorre rivalutare anche le posizioni assunte. Altrimenti si mettono in ginocchio alcuni sistemi produttivi europei. Inoltre, se consentiamo di accedere al nostro mercato a dei prodotti sui quali sono stati usati agrofarmaci vietati, può significare solo che quell'agrofarmaco non fa male. Allora deve poter essere usato anche qui”.

Vergognoso il voto sul riso

Lollobrigida ha quindi preso come esempio il voto sul regolamento sulle agevolazioni tariffarie per i paesi meno avanzati: "Ciò che è avvenuto al Parlamento Europeo è da considerarsi vergognoso. Ha prevalso una logica di numeri su una questione che interessa in modo specifico soltanto sette Nazioni, tra cui l’Italia".

Il Parlamento Ue ha scelto infatti di non modificare la clausola fantasma sulle importazioni, e di fatto ha consentito di commercializzare nell’Unione di prodotti coltivati con fitosanitari non regolamentati e in condizioni di sfruttamento lavorativo, mentre agli agricoltori europei vengono imposti standard sempre più stringenti. "Non è accettabile difendere i lavoratori in Europa e chiudere gli occhi sul fatto che, in altre parti del mondo, esistano condizioni di sfruttamento che abbassano artificialmente i costi di produzione, generando concorrenza sleale nei confronti di chi le regole le rispetta", ha aggiunto Lollobrigida. “Abbiamo dato piena disponibilità al commissario Varhely a sostenere, con il decreto omnibus - ha concluso - chiedendo di andare incontro al principio di reciprocità negli accordi internazionali: tolleranza zero”.

Audit nei Paesi terzi e controlli portuali: il piano di intensificazione

Dal canto suo, il commissario Várhelyi ha annunciato un deciso cambio di passo sul fronte dei controlli alle frontiere. L’Unione Europea ha già avviato lo scorso anno un rafforzamento dei sistemi di verifica, e adesso intende aumentare gli audit nei Paesi extra-UE di almeno il 50%. "Dobbiamo continuare il lavoro di rafforzamento dei controlli ai punti di accesso per i prodotti provenienti da Paesi terzi — ha spiegato — e verificare che tutto ciò che entra nell’Unione Europea sia pienamente conforme alle nostre norme". Ha quindi aggiunto: "Faremo tutto il possibile a difesa della sicurezza alimentare e dei consumatori, garantendo che il sistema dei controlli fitosanitari rimanga solido e pienamente operativo".

Il commissario ha anche chiesto all’Italia di rafforzare ulteriormente la collaborazione bilaterale, con un approccio che verrà esteso a tutti gli Stati membri. Lollobrigida ha confermato la massima disponibilità da parte italiana, ricordando come il Paese abbia recentemente approvato una normativa particolarmente rigorosa a tutela dell’agroalimentare, con l’istituzione di una cabina di regia che coordina tutte le agenzie e le forze competenti.

Gli altri dossier

Sul tema dell’accordo con il Mercosur, il ministro ha difeso la posizione assunta dall’Italia, sottolineando come la trattativa abbia consentito di evitare un taglio del 22% ai fondi della PAC. “Abbiamo usato come leva anche la vicenda del Mercosur per garantire 10 miliardi in più alle aziende italiane. Abbiamo ottenuto questo risultato scegliendo di non bloccare una posizione che spesso non tiene conto dei dati commerciali, ma che veniva descritta come una criticità insostenibile. Il Mercosur, se condizionato a controlli serrati per l'Italia, non rappresenta un danno. Per questo stiamo marcando stretti i commissari e le agenzie europee affinché garantiscano il principio di reciprocità. Da quella trattativa abbiamo ottenuto 10 miliardi di euro: questo deve essere chiaro”.

Várhelyi ha poi affrontato anche il capitolo della salute animale, elogiando la risposta dell’Italia di fronte all’aumento dei focolai di malattie gravi come la Peste Suina Africana, la febbre catarrale degli ovini e la dermatosi nodulare contagiosa. "L’Italia ha dimostrato di agire con tempestività e, ove possibile, in modo preventivo, rispettando sempre pienamente tutte le disposizioni vigenti".

Lollobrigida ha illustrato la richiesta di ampliare le possibilità di impiego dei droni in campo agricolo, presentandoli come strumento chiave per ridurre il ricorso ai fitosanitari e tutelare l’ambiente, specialmente nelle aree montane e nei terreni di difficile accesso dove i metodi tradizionali risultano più impattanti. Il commissario si è detto in sintonia con questa visione.

Etichettatura d’origine e riforma del Codice doganale

Nel pomeriggio, Várhelyi ha partecipato a un incontro con Coldiretti, a Palazzo Rospigliosi. Ettore Prandini, accompagnato dal segretario generale Vincenzo Gesmundo, ha consegnato simbolicamente al commissario un maxi assegno che rappresenta oltre un milione di firme raccolte e 2.103 delibere di Regioni, Province, Comuni e ANCI a favore dell’etichettatura d’origine obbligatoria su tutti i prodotti alimentari in commercio nell’Unione Europea. La richiesta è chiara: "Serve un’alleanza strategica europea per estendere l’obbligo di indicare la provenienza in etichetta a tutti i cibi e per riformare l’attuale codice doganale. L’Ue deve garantire ai cittadini la possibilità di sapere con certezza che cosa acquistano, in modo trasparente e libero".

Prandini ha poi allargato la prospettiva, sottolineando come la battaglia sulla qualità degli alimenti travalichi gli interessi del solo comparto agricolo per abbracciare la tutela della salute pubblica, la riduzione dei costi sanitari e il miglioramento della qualità della vita dei cittadini. Una battaglia che conta già sulla condivisione di tutte le Regioni italiane, dell’ANCI e delle associazioni dei consumatori. Il presidente ha infine richiamato l’importanza di garantire cibo di alta qualità nelle mense pubbliche, a partire da quelle scolastiche e ospedaliere, come scelta politica di civiltà e prevenzione.