Biocarburanti sostenibili: l'opportunità strategica da non sprecare
biocarburanti
6 Maggio 2026

I biocarburanti sostenibili si stanno affermando come uno degli strumenti più concreti per coniugare la decarbonizzazione dei trasporti con lo sviluppo del settore primario, occorre quindi un quadro normativo coerente che rispecchi le capacità produttive e le necessità degli operatori europei. E' la posizione che esprimono Eat Europe e Filiera Italia, criticando la bozza dell'Annex IX che sembra "a ridurre al minimo la possibilità di produrre materie prime nell’UE".

A differenza di altre soluzioni energetiche rinnovabili, questa filiera offre agli agricoltori europei nuove e stabili fonti di reddito senza entrare in competizione con la produzione alimentare e mangimistica. Il potenziale è rilevante anche sul piano agronomico: l'adozione di pratiche colturali orientate alla produzione di biomassa contribuisce al miglioramento della salute del suolo e alla resilienza complessiva delle aziende agricole.

Le colture intermedie e i terreni degradati nell'Annex IX

Un ruolo chiave in questo scenario spetta alle colture intermedie e a quelle coltivate su terreni degradati, già ricomprese nell'Annex IX della normativa europea sui carburanti rinnovabili. Queste tipologie produttive consentono di incrementare la disponibilità di biomassa senza incrementare la superficie agricola utilizzata, aprendo al contempo la strada a nuove filiere integrate tra il mondo agricolo e il settore energetico. In un contesto in cui l'Europa registra una carenza strutturale di vettori energetici chiave — in particolare nell'aviazione — i biocarburanti rappresentano una delle poche soluzioni realmente scalabili nel breve e medio termine.

Regole chiare e radicate nella realtà

Secondo Eat Europe e Filiera Italia si tratta tuttavia di un'impostazione eccessivamente rigida, che rischia di limitare di fatto lo sviluppo dei biocarburanti sostenibili, comprimendo un'opportunità concreta per gli agricoltori dell'Unione europea. E per questo le due associazioni - che comunque ribadiscono il proprio impegno per promuovere con forza criteri di sostenibilità rigorosi e sistemi di certificazione solidi, capaci di prevenire le frodi e garantire la tracciabilità delle filiere - chiedono che l'approccio alle colture intermedie e la definizione di terreno degradato siano fondati sulle condizioni agronomiche reali a livello nazionale, evitando criteri astratti che rischiano di escludere ampie aree produttive dalla possibilità di accedere a questi mercati.

Le regole dell'agricoltura le scrivano gli agricoltori

Luigi Scordamaglia, Presidente di Eat Europe e Amministratore delegato di Filiera Italia, ha sintetizzato la contraddizione di fondo con parole nette: "Non ha senso che, da un lato, diversi Commissari sottolineino l’importanza dei biocarburanti come alternativa concreta ai combustibili fossili e, dall’altro, che chi redige le norme legate all’Annex IX le scriva in modo tale da ridurre al minimo la possibilità di produrre materie prime nell’UE. Le regole che governano la produzione agricola dovrebbero essere scritte dagli agricoltori, non dagli esperti legali".

"In Europa continuiamo a trattare la transizione energetica come una questione ambientale, quando è diventata una questione di sopravvivenza strategica. È certamente una scelta etica, ma sempre più anche una necessità geopolitica se l’Europa non vuole soccombere" ha aggiunto Scordamaglia.

Un sistema normativo per sbloccare il potenziale agricolo

Le due organizzazioni chiedono dunque un sistema normativo pragmatico e basato su evidenze scientifiche, che garantisca agli agricoltori regole chiare e prevedibili, flessibilità nelle scelte colturali e la possibilità di operare su scala attraverso filiere robuste e di lungo periodo. Senza questi presupposti, il rischio è che una delle poche leve davvero disponibili per coniugare sicurezza energetica, reddito agricolo e decarbonizzazione resti bloccata da vincoli burocratici scollegati dalle realtà produttive del settore. I biocarburanti avanzati non sono soltanto una risposta alla crisi climatica: sono un'opportunità strategica per il futuro dell'agricoltura europea.