Nasce l'Agri Research and Teaching Center: innovazione agro-biotech al servizio del futuro
Campus Biomedico Roma
8 Maggio 2026

Risorse naturali sempre più limitate, scarsità idrica, degrado del suolo e impatti crescenti dei cambiamenti climatici. In uno scenario come quello che stiamo affrontando, l'agricoltura tradizionale non è più sufficiente a garantire sicurezza e sostenibilità. Diventa quindi fondamentale sviluppare soluzioni tecnologiche avanzate in grado di aumentare la produttività e di ridurre allo stesso tempo il consumo di risorse. È l'obiettivo per cui è stato concepito l'Agri Research and Teaching Center, il polo avanzato per l'innovazione come ponte tra università, imprese e istituzioni che il Campus Bio-Medico di Roma ha inaugurato questa mattina.

Un hub agro-biotech di riferimento europeo

Il nuovo centro si propone come hub agro-biotech europeo nell'ambito del paradigma One Health, un approccio integrato che mette in relazione la salute umana, la salute animale e la sostenibilità degli ecosistemi. La sua missione è coniugare ricerca di base, applicazione concreta e impatto reale

su temi come la sicurezza alimentare, la gestione efficiente delle risorse idriche, la produzione energetica sostenibile e l'innovazione tecnologica applicata all'agroalimentare. Il centro - che sorge all'interno dei 12 ettari del Parco della Tecnologia Applicata del Social Green Masterplan a Trigoria - si configura come un'infrastruttura ad alta tecnologia pensata per generare sinergie concrete tra il mondo accademico, quello della ricerca e il tessuto produttivo.

Le infrastrutture del centro

Il cuore dell'Agri Research and Teaching Center è una serra multifunzionale dotata di annesso laboratorio sperimentale, progettata secondo i principi della sicurezza strategica e concepita come polo energetico autonomo. Al suo interno convivono agricoltura, biotecnologia e ingegneria in un ambiente multidisciplinare aperto a collaborazioni esterne. Le tecnologie adottate comprendono sistemi di agricoltura fuori suolo — come le coltivazioni idroponiche e acquaponiche — affiancate da strumenti digitali avanzati come l'intelligenza artificiale e i digital twin, utilizzati per la modellazione e l'ottimizzazione dei processi produttivi. Il centro ospita anche impianti fotovoltaici con pannelli solari bifacciali, che consentono di ottimizzare sia la produzione energetica sia la gestione del calore.

Un ecosistema multidisciplinare aperto a ricercatori, imprese e studenti

La struttura accoglie biotecnologi, agronomi, medici, farmacologi, informatici, ricercatori, studenti universitari e esponenti delle start-up innovative, creando un ambiente in cui competenze diverse si incontrano per sviluppare soluzioni concrete. Le attività previste spaziano dallo sviluppo di tesi sperimentali e progetti di ricerca applicata a programmi aziendali, hackathon e iniziative di cooperazione internazionale. Il laboratorio è inoltre dedicato allo studio di biomolecole e composti nutraceutici, aprendo interessanti prospettive di integrazione tra agroindustria e scienze della salute.

Un modello replicabile su scala internazionale

L'Agri Research and Teaching Center nasce con una vocazione esplicitamente orientata alla scalabilità. Il modello operativo è stato progettato per essere replicabile e adattabile a contesti geografici e socio-economici diversi, con l'ambizione di diventare un riferimento internazionale nel campo dell'innovazione agro-biotech. Tra i temi al centro della ricerca figurano il recupero degli scarti agricoli, il riutilizzo delle risorse idriche e la lotta contro lo spreco alimentare, in linea con i principi dell'economia circolare. La possibilità di recuperare spazi inutilizzati — comprese aree di archeologia industriale — per installarvi sistemi di coltivazione avanzata è un altro elemento che ne rafforza la valenza ambientale e territoriale.

Chi investe in tecnologia raddoppia la produttività

"Le aziende agricole che hanno già investito nell'innovazione stanno registrando un raddoppio della capacità produttiva per ettaro" ha evidenziato Giorgio Salvitti, Consigliere del Ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida, ha evidenziato i ritorni concreti dell'innovazione nel settore. "È un dato molto significativo, che dimostra come questi investimenti possano garantire anche un importante ritorno economico per le imprese agricole."

Giancarlo Righini, Assessore all'Agricoltura della Regione Lazio, ha invece posto l'accento sui vantaggi in termini di sviluppo territoriale: "Investire in tecnologie avanzate, agricoltura sostenibile e formazione significa rafforzare la competitività del nostro sistema produttivo e creare nuove opportunità per giovani, imprese e territorio".

"Questa è la direzione giusta: un percorso che unisce innovazione, sostenibilità e responsabilità. L'iniziativa ha anche un importante valore didattico e formativo, perché contribuisce a sensibilizzare e coinvolgere le nuove generazioni su temi fondamentali per il futuro", ha videnziato Carlo Tosti, Presidente dell'Università Campus Bio-Medico e della Fondazione Policlinico UCBM.

Maria Siclari, Direttore Generale di ISPRA, ha invece richiamato i principi dell'economia circolare: "In questo Center, ricerca, didattica e produzione si incontrano per promuovere concretamente i principi dell'economia circolare: dal recupero degli scarti agricoli al riutilizzo delle risorse, fino alla lotta contro lo spreco alimentare".

Livio Proietti, Presidente di Ismea, ha infine sottolineato come il progetto affronti la sfida della sostenibilità economica con soluzioni concrete: "Il valore aggiunto di queste coltivazioni è la capacità di superare i limiti imposti dal clima e dalla stagionalità, garantendo prodotti freschi tutto l'anno".