Mobilitare il bilancio dell'UE per fornire un immediato sollievo di liquidità agli agricoltori; un pacchetto legislativo mirato per consentire agli Stati membri di utilizzare appieno il supporto disponibile nell'ambito della PAC; una migliore gestione dei nutrienti e misure per facilitare l'utilizzo dei digestati. Sono alcune delle misure contenute nel Piano d'azione sui fertilizzanti presentato dalla Commissione europea per contrastare lo shock causato dalla crisi in Medio Oriente.
La crisi dei fertilizzanti dopo la chiusura dello Stretto di Hormuz
Le tensioni geopolitiche legate alla crisi iraniana e le conseguenti perturbazioni nei traffici marittimi attraverso lo Stretto di Hormuz hanno innescato una nuova ondata di instabilità sui mercati internazionali delle materie prime agricole. L'Europa, fortemente dipendente dalle importazioni di fertilizzanti azotati e di ammoniaca, ha subito l'impatto diretto di queste interruzioni delle forniture, con una volatilità dei prezzi che ha messo sotto crescente pressione le aziende agricole di tutto il continente. Il rischio
concreto è che gli agricoltori siano costretti a ridurre le dosi di applicazione o a ridimensionare le superfici coltivate, con ricadute dirette sulla produzione alimentare e sulla resilienza dell'intero settore agroalimentare dell'Unione.
La Commissione aveva già adottato alcune misure emergenziali nei mesi precedenti: nel febbraio 2026 erano stati proposti contingenti tariffari temporanei esenti da dazi per diversi fertilizzanti azotati chiave, e nell'aprile 2026 era stato varato un quadro temporaneo di aiuti di Stato a sostegno dei settori colpiti dalla crisi, tra cui l'agricoltura. Il Piano d'azione odierno rappresenta la risposta organica e strutturata a questa emergenza.
Von der Leyen: Sostenibilità, accessibilità economica e forza industriale
"Con questo piano d'azione, investiamo in un'industria europea dei fertilizzanti più forte, sosteniamo gli agricoltori europei e acceleriamo l'innovazione in soluzioni sostenibili e di produzione nazionale". Così la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen ha illustrato la visione alla base del Piano. "L'attuale crisi dei combustibili fossili dimostra che la leadership climatica e la resilienza economica sono interconnesse. Per questo l'Europa sta costruendo un futuro basato sulla sostenibilità, l'accessibilità economica e la forza industriale."
Le misure immediate: liquidità, PAC e gestione dei nutrienti
Sul fronte del sostegno immediato, la Commissione si è impegnata a mobilitare il bilancio dell'UE per rafforzare in modo sostanziale le riserve agricole, con un pacchetto finanziario che sarà presentato prima dell'estate. L'obiettivo è garantire un sollievo di liquidità agli agricoltori in vista del prossimo ciclo produttivo.
A questo si affianca un pacchetto legislativo mirato che offrirà agli Stati membri maggiore flessibilità nell'utilizzo dei fondi già disponibili nell'ambito dei loro piani strategici PAC. Le novità includono un nuovo regime di liquidità per agevolare il flusso di cassa, pagamenti anticipati più flessibili e incentivi più consistenti per le pratiche agricole che riducano e ottimizzino l'uso di fertilizzanti, favorendo al contempo il passaggio a prodotti di origine biologica.
Ulteriori misure riguardano una migliore gestione dei nutrienti e il supporto all'adozione di pratiche agricole efficienti, con una maggiore valorizzazione dei servizi di consulenza agricola nell'ambito della PAC. La Commissione intende inoltre facilitare l'utilizzo dei digestati, con opportune garanzie ambientali, e chiarire alcune norme attuative della direttiva sui nitrati per allinearle meglio alla realtà dell'agricoltura praticata sul campo.
Produzione interna, economia circolare e decarbonizzazione
Sul medio-lungo periodo, il Piano punta a rafforzare la produzione nazionale di fertilizzanti, prevenire la deindustrializzazione e ridurre la dipendenza dalle importazioni. La Commissione intende promuovere l'utilizzo di fertilizzanti organici e di origine biologica, oltre a soluzioni alternative come biomassa algale, ammendanti del suolo, soluzioni microbiche, biostimolanti e il recupero di azoto e fosforo dai fanghi di depurazione.
Nel quadro della revisione del sistema di scambio di quote di emissione (ETS), la Commissione valuterà opzioni per assicurare che eventuali flessibilità concesse all'industria dei fertilizzanti siano accompagnate da precisi impegni di decarbonizzazione e da un incremento della produzione di fertilizzanti biologici e circolari. Verranno inoltre esplorati incentivi per l'agricoltura del carbonio, combinando risorse private e pubbliche, tra cui PAC, Fondo europeo per la competitività ed entrate ETS.
Per sostenere questa transizione, la Commissione mobiliterà i fondi di coesione esistenti a favore della produzione di biogas e biometano e degli investimenti nelle infrastrutture per il trattamento delle acque reflue, con l'obiettivo di incrementare la valorizzazione dei fanghi e il recupero dei nutrienti.
Trasparenza di mercato, scorte strategiche e cooperazione internazionale
Il Piano prevede anche il lancio di un Partenariato UE per la catena del valore dei fertilizzanti, che riunirà produttori, agricoltori e Stati membri attorno a un percorso condiviso. Nei prossimi mesi sarà organizzato un primo dialogo politico con tutti gli attori della filiera per sviluppare soluzioni concrete sui temi dell'offerta, della produzione, della commercializzazione e dell'utilizzo dei fertilizzanti.
La Commissione rafforzerà inoltre il monitoraggio del mercato e le capacità di allerta precoce, e valuterà opzioni di accumulo di scorte stagionali o minime, nonché possibili acquisti congiunti per mitigare la volatilità dei prezzi e aumentare la resilienza agli shock esterni. Sul piano internazionale, l'UE proseguirà il dialogo con paesi candidati, limitrofi e partner globali per promuovere la diversificazione dell'offerta ed esplorare opportunità di investimento attraverso partenariati reciprocamente vantaggiosi.
Fitto: Misure immediate e azioni strutturali di medio-lungo termine
Il Vicepresidente esecutivo della Commissione per la Coesione e le Riforme, Raffaele Fitto, ha inquadrato il Piano in una prospettiva che unisce urgenza e visione strategica: "La Commissione europea riconosce le difficoltà che il settore agricolo sta affrontando a causa dell'aumento dei costi e della volatilità dei mercati internazionali. Con questo piano d'azione, proponiamo misure immediate a sostegno degli agricoltori, anche attraverso la mobilitazione delle risorse disponibili della politica di coesione, e definiamo al contempo azioni a medio e lungo termine per rafforzare la resilienza del settore, ridurre la dipendenza dall'estero e rendere l'agricoltura europea più solida e competitiva."
De Meo (FI-PPE): Un primo passo, ma non basta
Più critico, pur riconoscendo il valore del provvedimento, l'eurodeputato di Forza Italia Salvatore De Meo, membro della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo, che ha preso la parola nella plenaria di Strasburgo. De Meo ha definito il piano "un segnale positivo e un'iniezione di ossigeno attesa dai nostri agricoltori", ma ha subito aggiunto: "Sia chiaro, questo è solo un primo passo".
L'europarlamentare ha riconosciuto il valore delle misure adottate — dagli aiuti finanziari agli anticipi sulla PAC, fino alle nuove regole su concimi biologici e digestato — ma ha sottolineato con forza l'insufficienza dell'intervento rispetto alla portata della crisi: "L'aumento insostenibile dei costi di produzione rischia di mettere in ginocchio un settore strategico per la nostra sicurezza alimentare."
E ha concluso con un appello esplicito: "Le misure attuali non bastano ancora a compensare i danni subiti dalle imprese agricole a causa delle tensioni geopolitiche e dell'aumento dei costi. Per Forza Italia e PPE questo pacchetto deve rappresentare l'avvio di una strategia più ampia e strutturale: servono ulteriori risorse, meno burocrazia e strumenti più efficaci per tutelare la competitività del settore agricolo e rafforzare l'autonomia dell'Europa, evitando che ogni crisi internazionale si traduca in nuove fragilità per le nostre filiere."