“Grazie ai miglioramenti introdotti, la misura del Pnrr sul Parco Agrisolare è divenuta molto attrattiva. Siamo passati a un contributo dell'80%, abbiamo sostanzialmente eliminato la norma di autoconsumo particolarmente penalizzante e anche, se vogliamo, illogica. Abbiamo aumentato le risorse, portandola in una prima fase a 2,35 miliardi di euro e nell'ultimo a 3,15 miliardi di euro. In secondo luogo abbiamo lavorato per garantire una sintesi tra sostenibilità ambientale e sostenibilità economica”. È quanto ha detto il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, rispondendo nell’Aula del Senato a un’interrogazione presentata dal senatore Luca De Carlo (FdI) e altri sullo stato di avanzamento della misura.
Il Pnrr con il Parco Agrisolare ha finanziato le aziende agricole che volevano tagliare i costi energetici istallando impianti fotovoltaici. Lo stanziamento iniziale era di 1,5 miliardi di euro, ma come ha evidenziato Lollobrigida con le revisioni del Piano sono state aggiunte altre risorse.
Finanziate 23mila aziende, altre 16mila in lizza
“Abbiamo finanziato le installazioni che non avvengono più a terra, ma sui tetti, sulle stalle, sui luoghi di trasformazione, riuscendo ad ottenere un finanziamento nella prima fase di 23mila imprese che raggiungeranno una produzione energetica di 1.500 MW di potenza da impianti fotovoltaici” ha spiegato il Ministro.
“Altre 16mila aziende hanno già partecipato all'ultimo bando, ne riusciremo a finanziare in una prima fase 8mila e poi ovviamente arriveremo, speriamo a trovare ulteriori risorse per riuscire a coprire tutto il finanziamento che è la vera risposta che stiamo dando alle criticità dei prezzi in termini strutturali, oltre che in termini ordinari affrontando le emergenze con fondi e credito di imposta”.
Un taglio alle bollette per 11 miliardi di euro
“Il GSE ci dice che la produzione energetica sui 20 anni di vita degli impianti garantirà oltre 11 miliardi di euro di minor costi, o maggior guadagni in caso di vendita dell'energia, ai produttori agricoli in sostegno del nostro sistema. E quindi riuscendo a vincere anche un'altra partita, quello di garantire una multifunzionalità alle aziende, sia nella produzione di cibo, sia nella produzione energetica, però connessa, ovviamente, a quello sviluppo che, a nostro avviso, riteniamo corretto di un settore primario che ci garantisca sempre cibo e possibilità di mantenere inalterate le nostre tradizioni incentrate sulla qualità dello stesso”.